Testimonianze

Testimonianze

Laura Barberis

Fa  un lavoro che, molto semplicemente, fino a qualche mese fa semplicemente non esisteva, il, anzi la, Web reputation specialist. 
Vanno da lei, dalla ditta per cui lavora, industrie, professionisti anche persone singole che vogliono sapere cosa si dice di loro, o dei loro prodotti, sul Web e Social Media e per capire come comunicare al meglio. Un mestiere nuovo, delicato e in sicura espansione dato che nel mondo 2.0  quello di cui sono “affamate” le ditte sono i dati personali e le opinioni degli utenti. E’ questo il vero tesoro nascosto dello Web. E’ una miniera e di conseguenza ci vogliono scaltri “minatori”.
Lei è Laura Barberis, che ha frequentato e conseguito il Master nel corso 2010/11 e che dice, pari pari, qualcosa che ci stupisce ad un primo momento: “La mia fortuna è stata che non sono arrivata con delle aspettative formate, volevo aggiungere conoscenza a quella che già avevo e capire a cosa avrei potuto indirizzarmi”. Ripesandoci invece è un ottimo approccio, vedere, ascoltare, imparare, praticare, mettersi alla prova e “scoprire”, oltre che scoprirsi abile a far qualcosa che neppure si sospettava esistesse. Magari non sarà così per tutti, ma sembra un ottimo modo di vivere il Master.  
Laureata in Lingue e letterature moderne, tedesca e anglo americana, Laura è, con meritato orgoglio, una giovane mamma  di una bimba nata nel 2007. Ad oggi, 2012, ha già 6 anni di lavoro alle spalle, posti abbastanza disparati all’inizio e poi via via sempre più orientati anche alla comunicazione della scienza  in medicina.
Per questo sente il bisogno di approfondire la conoscenza del metodo scientifico, ancora prima che dei contenuti propri della medicina. Metodo così diverso, almeno in prima istanza, da quello che aveva assorbito nel corso degli studi.  Si “imbatte” nel Master cercando un corso che potesse aiutarla e la colpisce l’accento messo sulla Comunicazione e non solo sulla divulgazione, che per lei è certo importante, ma meno rispetto alle esigenze del suo lavoro.
“Nel master ho trovato la possibilità di iniziare a integrare questi due mondi, quello che avevo e quello che cercavo” dice e soprattutto mette l’accento sulla possibilità di fare pratica, impegnandosi certo. Prima una esperienza di preparazione sui social network per una conferenza al Festival di Genova e poi il lavoro di tesi.
A un anno di distanza è questo il bilancio della sua esperienza, che l’ha aiutata a cambiare lavoro e trovarne uno più soddisfacente e soprattutto a capire come “reinventarsi” mettendo a frutto certo la sua preparazione pregressa, ma anche le possibilità e opportunità che questi corsi offrono. “Per me ci sono state delle buone opportunità. Occorre certo capire quali sono e raccoglierle applicandosi in prima persona”  conclude.
Un consiglio per chi vuole fare il master e uno sprone per i docenti ce li dà:  impegnarsi, mantenere la parte scienza e aumentare la parte web  e attività pratiche. Buona fortuna a Laura e complimenti.

foto di M. Brega - The Lighthouse
foto di M. Brega - The Lighthouse

Cristina Castellani
Naturalisti si nasce, pertanto non ho dovuto fare altro che seguire il mio istinto per conseguire dapprima la laurea triennale in Scienze Naturali a Padova e poi quella specialistica a Pavia! Le competenze che ho acquisito mi hanno permesso di fare la ricercatrice presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali, occupandomi della conservazione delle piante alpine.
Ma la caratteristica principale di un buon naturalista è la curiosità, che mi ha spinto a cercare nuove strade: ho conseguito un master di primo livello in Sistemi Informativi Territoriali a Udine, che mi ha permesso di iniziare a collaborare con il Centro di Ricerca e Innovazione (Fondazione Edmund Mach, Trentino). Mi occupavo di elaborare dati spaziali per creare mappe di rischio epidemiologico. Un lavoro di grande spicco, che mi ha permesso di collaborare con i più preparati ricercatori del settore.
Eppure mi ero così allontana dalla mia passione per la natura! Troppo ore spese a cercare di capire come programmare un computer, avevo bisogno di ritornare alle origini. Ed eccomi così di nuovo a Padova, col ritmo di un tempo, ad affrontare lezioni e seminari del Master in Comunicazione delle Scienze. Un master che mi ha dato tanto a livello di forma mentis. Non mi ha arricchito di conoscenze (chimica, matematica, storia della fisica... erano tutti argomenti che avevo già approfindito in passato), quanto piuttosto in capacità organizzativa e professionale. Impagabili gli insegnamenti su Giornalismo, Tecniche di scrittura, Tecniche Multimediali, solo per citarne alcuni. Come tirocinio per il master ho redatto il Piano di Comunicazione per l’Agenzia delle foreste demaniali del Trentino, e come attività in più, ho condotto, assieme a due compagne/amiche del master, il format scientifico radiofonico “Buco Nero” su Radio Bue (la web radio ufficile dell’università di Padova).
Fortuna ha voluto che la responsabile della comunicazione del centro ricerca dove lavoro sia andata in maternità e che i dirigenti siano giunti a conoscenza del mio titolo di master: ora mi occupo di valorizzazione della ricerca scientifica. Basta programmazione, ora ci sono solo comunicati stampa, organizzazione eventi, scrittura articoli divulgativi, gestione sito web! Tutto quello che mi piace e che mi è stato insegnato al Master!

Laura Fedrizzi
Il mio viaggio nella scienza è iniziato nel 1997, quando la mia naturale propensione a cercare la spiegazione delle cose si è concretizzata con l’iscrizione al corso di Laurea in Scienze Biologiche, all’Università di Padova. E’ stato un percorso di studi durante il quale ho scoperto la passione per la biologia delle piccole cose, come la chiamo io, cioè la biologia molecolare e la microbiologia. E poi? Un percorso nel mondo della ricerca iniziato con una tesi di laurea studiando la resistenza agli antibiotici di ceppi di Staphylococcus aureus, proseguendo con una borsa di studio sulle cause biochimiche della Sclerosi Laterale Amiotrofica, un dottorato di ricerca sui meccanismi cellulari regolati dalla proteina dall’evocativo, anche se fuorviante, nome DREAM nelle cellule nervose, e alcuni anni di assegno di ricerca per capire se DREAM e la malattia di Alzheimer avevano qualcosa a che fare l’una con l’altra.
Il passaggio alla comunicazione della scienza non è stato naturale e scontato. E’ piuttosto nato da un desiderio di concedermi un’alternativa all’esperienza professionale altamente specializzata che stavo costruendo. E poi, si sa quanto “instabile” sia il mondo della ricerca in Italia…
Il mio percorso parallelo a quello della ricerca biomedica è iniziato nel 2009, con l’iscrizione al Master in Comunicazione delle Scienze dell’Università di Padova. E’ stato un percorso duro, da studente-lavoratore, ma entusiasmante: una scoperta di interessi nascosti ed un’occasione di imparare quanto in realtà la scienza, in tutte le sue forme, sia accessibile a tutti. Accessibile, sì, purché si conoscano le vie ed i modi per raggiungerla.
Durante il Master ho iniziato a collaborare con la redazione del giornale-web “Scienza in rete”, un progetto del Gruppo 2003 per la diffusione della comunicazione scientifica coordinato da esperti giornalisti scientifici in collaborazione con i più importanti scienziati italiani. Ho imparato a scrivere degli argomenti più diversi, a cercare i temi che potessero appassionare la gente, ad appassionarmi a tutto ciò che è scienza. Manco a dirlo, è stata un’esperienza talmente interessante e divertente che non me ne sono più allontanata. Tuttora collaboro attivamente al lavoro di redazione di Scienza in Rete e mi è capitato di scrivere per la rivista Newton (gennaio 2011 – “Clima, sostenibilità e crisi umanitarie: ecco perché l’Accademia Pontificia delle Scienze ha approvato l’utilizzo degli OGM”).
Una volta concluso il master ho cominciato da una parte a rassegnarmi all’idea che il mio sogno della ricerca stava per spegnersi, e dall’altra a realizzare che nuove strade si stavano aprendo. Dopo sei mesi di assestamento ho cominciato ad interessarmi a offerte di lavoro alternativo a quello che avevo sempre fatto all’università ed ho avuto la possibilità di lavorare come consulente per la comunicazione scientifica della filiale italiana di Geistlich Pharma AG, un’azienda leader mondiale nel settore della rigenerazione tissutale. La collaborazione è stata così fruttuosa, anche grazie alla mia esperienza nel mondo della ricerca, che l’azienda mi ha offerto di assumermi in qualità di Responsabile della Comunicazione scientifica di Geistlich Biomaterials Italia a Thiene (VI), ruolo che ho deciso di accettare al termine del mio assegno di ricerca e che, ad oggi, ricopro con soddisfazione.
Il percorso è stato appassionante ma anche sofferto, fare tre lavori è stato a tratti soffocante, ma alla fine di tutto posso dire che ne è valsa decisamente la pena.
 

Elena Faggin
Nel 2004 mi occupavo della redazione di manuali di uso e manutenzione di impianti industriali di depurazione dell'acqua; all'inizio il mio lavoro era interessante e mi piaceva molto, con il passare del tempo ho avuto l'esigenza di scrivere altro che sempre e solo di depurazione acque.
L'esperienza nella redazione di manuali tecnici mi ha spinto a cercare un corso che si occupasse di comunicazione scientifica o tecnica. E così sono approdata al Master in Comunicazione delle Scienze.
Gli obiettivi erano acquisire le competenze necessarie per migliorare la qualità di quello che stavo facendo e cambiare lavoro.
A dire la verità ho ottenuto molto di più
Sono stata però fortunata: i miei "colleghi masterizzandi" erano persone tutte interessanti ed eccezionali. Conoscerli e diventarne amica (almeno di qualcuno che sento ancora) è stata ed è una bella esperienza.
Ma il Master non è stato "solo" questo: ho iniziato a guardarmi attorno, a cercare le news in internet, a leggere i quotidiani, gli inserti e le riviste specializzate, a comunicare con MSN, Messenger, Skype, anche a chattare (tanto volevo approfondire tutti gli aspetti della comunicazione in internet) e poi ho fatto qualche intervista e iniziato a scrivere finalmente di scienza.
Quanti libri ho comperato... ancora devo leggerli tutti!
Ho fatti ben due stage, fra loro molto diversi: il primo presso l'Ufficio Stampa e Relazioni Esterne dell'Ulss 18 di Rovigo (argomento della mia tesi) e l'altro presso Esfera, un'azienda di servizi che si occupa della messa a norma di manuali tecnici di macchine industriali. Ho potuto approfondire la normativa di riferimento e imparare a utilizzare software per l'impaginazione automatica e l'illustrazione tecnica. Dal 02 Maggio 2006 sono occupata in Esfera. Insomma, ho raggiunto gli obiettivi che mi ero proposta.
Il Master in Comunicazione delle Scienze è stato per me un aiuto e uno stimolo alla crescita personale e professionale. Non sono una giornalista scientifica come avrei voluto diventare ma faccio con passione e competenza un lavoro che mi piace.

Marina Canapero
Sono inglese con una laurea in lingue conseguita in Inghilterra (1988). Dopo la laurea, ho lavorato in Giappone come insegnante, e poi dopo tante delle più svariate esperienze di lavoro (tour manager a bordo delle navi da crociera, traduttrice medica presso ULSS 16 di Padova, addetta alle pubbliche relazioni, segretaria di direzione presso 2 multinazionali...) ho deciso di intraprendere la carriera accademica. Dal 1998, insegno inglese all'Università di Padova, a Lingue e Letterature Straniere, e presso alcune Facoltàscientifiche.
Nel 2002 mi sono iscritta al Master in Comunicazione e Giornalismo Scientifico, sia per curiositàche per sviluppare le mie abilità nel campo giornalistico. Il corso mi ha dato tante soddisfazioni, soprattutto la possibilitàdi migliorare l'italiano (grazie alle lezioni del Prof. Michele Cortelazzo). Mi sono buttata sulle tecniche di scrittura durante il laboratorio di scrittura, e ho imparato tante cose nuove e affascinanti su varie tematiche scientifiche. Ho conosciuto gente nuova, e ho potuto veramente ampliare i miei orizzonti, sfruttando al massimo tutte le occasioni nuove che mi si sono presentate: le opportunità di stage, lavorando alla Fiera di Padova come addetto stampa per due manifestazioni internazionali: Robocup (robotica e informatica) e MiFlor (florivivaismo). Sono stata meravigliata quando alcuni articoli sono stati pubblicati nelle testate più importanti, basati sui miei comunicati stampa. Per trovare degli argomenti interessanti o "newsworthy" richiede fantasia e tanta grinta, nonchè un certo senso del rischio.
Nel 2003, ho accettato un periodo di stage presso il Servizio per i Rapporti Socio Sanitari Internazionali della Regione del Veneto, con sede a Venezia. Questo ufficio collabora strettamente con l'OMS/ WHO European Office for Investment for Health & Development. Dopo lo stage di 3 mesi, sono stata assunta con un contratto di collaborazione continuativa, e ci lavoro tuttora nel 2007 nell'ambito delle comunicazioni per il settore socio sanitario. (Per ulteriori informazioni andate sul sito Web del Servizio)
Una padronanza della lingua inglese è indispensabile nel mio lavoro, nonchè una capacità di intuire le novità e trarre le notizie del giorno. Una parte importante del lavoro è stendere articoli scientifici, comunicati stampa, eseguire traduzioni anche per la progettazione europea, e curare la documentazione e i materiali inerenti alle conferenze scientifiche nell'ambito socio-sanitario.
Questa estate ho coordinato insieme a un'équipe a Venezia l'organizzazione di una Scuola Estiva sulle Risorse Umane in Sanità (www.venicesummerschool.org). Ho collaborato con un'agenzia di grafica e di Web design per curare l'immagine. Alla Scuola hanno partecipato oltre 60 professionisti sanitari di medio-alto livello, provenienti da 30 nazioni dove ho potuto fare del networking e partecipare ai workshop.
Il Master in Comunicazione Scientifica può offrire molto a quelli aperti a cogliere le occasioni. Si possono fare dei nuovi contatti, migliorare le proprie capacità di scrittura e di redazione e fare le basi per una carriera nell'ambito scientifico. Il laboratorio di scrittura mi ha veramente aiutato nel mio attuale lavoro. Come tutto nella vita, dipende da VOI riuscire a trarre il meglio dal corso, e cogliere le occasioni.

Marco Boscolo
Dopo essermi laureato a Bologna in Storia del Pensiero Scientifico, con una tesi su un oscuro geologo bolognese del XIX secolo, mi sono chiesto:"Che farò ora?". Ho deciso di "rifare il trucco" al mio curriculum, sterzando verso una direzione che mi aveva sempre attratto, ma non avevo gli strumenti per tentare fino in fondo. Il Master in Comunicazione delle Scienze mi ha fatto entrare in contatto con professionisti di diversi settori della comunicazione e mi ha aperto una finestra sul mondo oltre l'Università. Il lato più attraente di frequentare un corso di master è la possibilità di dialogare con gli altri: i docenti, gli ospiti e tutti i compagni di corso. Non ci si sente più contenitori da riempire di nozioni, ma nodi di una rete di confronti, di riflessioni su una certa parte del mondo. L'avventura della ricerca scientifica, vista con qualche strumento in più, è ancora più affascinante, più avvincente di un romanzo di Michael Crichton.
Il fatto che al Master ci siano molte occasioni di dialogo non significa che non si impari nulla. Al contrario! Le mie scarse finanze di allora hanno risentito enormemente della quantità di denaro che ho speso in libri, riviste, giornali, film e mostre. Ma erano scelte che facevo liberamente, perchè gli spunti di riflessione erano e sono tanti, e il tentativo di seguirli tutti porta molto spesso a notti insonni a inseguire un articolo su Internet. Ma l'esperienza e le letture che ho fatto in quel periodo sono state un bel bagaglio per la mia vita professionale.
Cosa faccio ora? Subito dopo il Master ho cominciato a collaborare con formicablu, un'agenzia di comunicazione e giornalismo scientifico di Bologna, dove vivo tutt'ora. Con l'agenzia curiamo prodotti multimediali e comunicativi per eventi, enti e istituti di ricerca. Dal 2005 sono entrato nella redazione di pigreco party, un settimanale di scienza e società che va in onda su Città del Capo - Radio Metropolitana di Bologna. Da quell'esperienza è nata anche la voglia di ricavarmi un po' di spazio per fare il giornalista scientifico free-lance, sia per la radio, che per la carta stampata.

Francesco Dal Corso
Dopo essermi laureato in Filosofia Teoretica presso l'università Ca' Foscari di Venezia mi sono trovato a dover "sbarcare il lunario" attraverso lavori a tempo di varia natura fino a quando, terminata l'ultima esperienza da interinale, mi sono posto il problema di riqualificare la mia esperienza e le mie competenze nel campo della conoscenza. Ed è così giunto il momento del Master in Comunicazione delle Scienze, suggeritomi da un caro amico che lavora presso il dipartimento di Astronomia, che ha unito la mia vocazione al pensiero critico e alla scrittura con la vecchia, e mai tramontata, passione per le discipline scientifiche (matematica, fisica e astronomia in primis).
Ho trascorso un anno, il 2007, in compagnia di un gruppo di colleghe e colleghi veramente straordinario, conoscendo alcuni docenti capaci di stimolare la mia curiosità e in grado di orientare la mia ricerca di uno sbocco lavorativo con intelligenza e fiducia. Ho scelto di svolgere uno stage rivelatosi di altissimo valore formativo presso l'ufficio stampa dell'Azienda Ulss 9 di Treviso, imparando a preparare una rassegna stampa, un comunicato, a organizzare una conferenza e a tenere i rapporti con le principali testate giornalistiche; ma apprendendo soprattutto a gestire eventi complessi e irti di difficoltà, che in ambito sanitario sovente si sviluppano senza lasciare il tempo per la riflessione pacata, imponendo strategie duttili ed efficaci, come nel caso dell'incendio allo stabilimento De Longhi, un'emergenza comunicativa che ha fornito l'idea di fondo per la mia tesi di Master.
Oggi lavoro presso l'azienda sanitaria trevigiana seguendo la comunicazione di un progetto europeo di Telemedicina denominato "Health Optimum". La Regione Veneto (con Treviso azienda capofila) fa infatti parte di una partnership a livello comunitario intesa a sperimentare la sinergia tra alcune applicazioni tecnologiche nell'ambito informatico e telematico e l'organizzazione di alcuni "percorsi" clinico-sanitari, intesa ad ottimizzare la gestione di questi ultimi migliorando la qualità del servizio offerto ai cittadini.
Un ulteriore balzo in avanti per la mia carriera lungo la via della comunicazione, una strada intrapresa a Padova ormai due anni orsono!