Raggi gamma: un nuovo osservatorio

Raggi gamma: un nuovo osservatorio

Il 1 luglio 2019, 40 istituti di ricerca di nove paesi hanno firmato un accordo per la creazione di una collaborazione internazionale finalizzata al progetto di un nuovo osservatorio per raggi gamma a grande campo di vista in Sud America sulla catena delle Ande, a un'altitudine di circa 4.500 metri.
I paesi fondatori del R&D Southern Wide-field of view Gamma-ray Observatory (SWGO) sono Argentina, Brasile, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Messico, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti.
SWGO riunisce diverse comunità che erano già coinvolte in ricerca e sviluppo in questo campo, provenendo da esperimenti in corso e da nuovi progetti.
Per l’Italia partecipa un consorzio di università che comprende gruppi di ricerca di Bari, Catania, Politecnico di Milano, Padova, Perugia, Roma Tor Vergata, Siena, Torino, Trieste, Udine, Venezia IUAV.
L’osservatorio avrà un grandissimo campo di vista, più di metà del cielo visibile: questa è una condizione ideale per la ricerca di fenomeni inattesi, di sorgenti transitorie e di emissioni da regioni estese del cielo.
Tra queste le cosiddette “bolle di Fermi”, strutture di dimensioni confrontabili con la Via Lattea, e gli aloni che ospitano la materia oscura.
“Il nuovo osservatorio sarà un potente esploratore nel dominio del tempo, e riempirà una lacuna nella rete globale multi-messaggero di osservatori di onde elettromagnetiche, gravitazionali e di neutrini. Sarà anche in grado di avvisare gli altri telescopi comandando il loro puntamento verso le sorgenti di fenomeni improvvisi e sarà complementare al grande telescopio Cherenkov di prossima generazione, CTA” spiega l’astrofisico padovano Alessandro De Angelis, coordinatore della rete di università italiane che partecipa al progetto.
Il nuovo osservatorio SWGO sarà basato sulla tecnologia degli attuali rilevatori di sciami atmosferici di particelle e raggi cosmici in alta quota, entrambi collocati nell’emisfero settentrionale: HAWC in Messico e LHAASO in Cina.
Verranno però anche esplorate nuove tecnologie per aumentare la sensibilità e abbassare la soglia di energia dello strumento, in particolare fotorivelatori a stato solido, elettroniche veloci, e rivelatori di posizione, tecnologie in cui l’Italia è leader.

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